Perché ho bisogno di farmi pubblicare

Perché ho bisogno di una casa editrice?

Perché ho bisogno di una casa editrice

Il 17 Febbraio 2016 uscirà “Mi innamoravo di tutto – Storia di un dissidente”, il primo romanzo “pubblicato” da Edizioni AlterNative.
Quando ho finito di scriverlo l’ho proposto praticamente a tutte le case editrici non a pagamento che ho trovato in rete (un processo reso molto più rapido grazie al lavoro del sito Writer’s Dream). Avevo avuto conferma da alcuni amici che la storia era buona e ben raccontata. Mi sentivo molto fiducioso. E ho aspettato.
È passato quasi un anno e mezzo dal momento in cui ho scritto l’ultima parola del romanzo al momento in cui l’ho mandato in stampa e quest’attesa è stata lunghissima e snervante. Credo sia lo stesso per tutti gli autori. Sicuramente lo è stato per me. Cercavo qualcuno che credesse abbastanza in me da volermi seguire e pubblicare. Alla fine qualcuno c’è stato, sono arrivate alcune offerte ed ero molto eccitato, finché non mi sono scontrato con il lato economico degli accordi di pubblicazione.
Capisco che una casa editrice si scontri con le esigenze di mercato, che di fatto è un’azienda, che i costi vivi di tale attività sono alti, ecc., ma in fondo il lavoro l’avevo già fatto io. Come poteva spettarmi una percentuale irrisoria in confronto a quella della casa editrice? Da qui mi è nata un’altra domanda, quella fondamentale, credo.

“Perché ho bisogno di una casa editrice?”

Nel mio caso (e in molti casi di amici) mi sembra esistano due principali ragioni. La prima è l’egocentrismo, che è sempre presente in ogni scrittore che vuole farsi pubblicare: il fatto che il giudizio positivo su un romanzo non provenga da amici o parenti ma da professionisti convalida la bontà della pubblicazione. La seconda è tecnica: affrontare i lavori di correzione bozze, di editing, di grafica, ecc., mi sembrava una montagna insormontabile.
Ma se queste sono le ragioni, allora non c’è bisogno di una casa editrice. Basta un’agenzia letteraria, o un service editoriale. Qualcuno che curi il testo, che faccia un editing approfondito con l’autore, che abbia una grafica seria e accattivante (e spesso alcune case editrici, soprattutto quelle piccole, non sono in grado di farlo), che abbia uno spazio online dove mettere in vetrina le pubblicazioni e che possa eventualmente inserirle nelle grandi piattaforme come Amazon o Google Libri.
Edizioni AlterNative nasce per questo: per aiutare gli autori a confrontarsi direttamente con il pubblico, per produrre un libro curato e professionale e per divulgare letteratura sotterranea, che sfugga alle logiche di mercato e all’ossessione di vendere un prodotto.

Perché, diciamolo francamente: il vero lavoro lo fa lo scrittore e deve essergli riconosciuto. Ogni scrittore sogna di vivere scrivendo. La fama è un bell’effetto collaterale, ma non ne è la motivazione profonda. O almeno così dovrebbe essere.

Foto “Mystery Writers” di Nana B Agyei su Flickr.



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